CANTINE

ALTA LANGA ZERO DI ENRICO SERAFINO, PREMIATE LE “BOLLICINE” PIEMONTESI

altalangazeroTradizionalmente appannaggio di Lombardia e Trentino Alto Adige, quest’anno il Premio Speciale “Bollicine dell’anno” 2014 Gambero Rosso è andato alla cantina piemontese Enrico Serafino. Per la prima volta, dunque, il Piemonte conquista un riconoscimento tanto importante, affermando una vocazione che va ben oltre i grandi rossi.

Ad essere premiato è un vino innovativo, l’unico Alta Langa a residuo zero, extrabrut, Enrico Serafino Alta Langa DOC Zero 2007. Un metodo classico pensato già dieci anni fa con l’obiettivo di introdurre il concetto di bollicine a tutto pasto e un nuovo modo di bere. Un’idea diventata oggi realtà.

Questo riconoscimento premia l’importante lavoro di squadra compiuto in Enrico Serafino, a partire dagli enologi Lorenzo Barbero e Paolo Giacosa e dall’agronomo Giovanni Malerba. Enrico Serafino Alta Langa DOC Zero 2007, infatti, è il frutto anzitutto di un importante lavoro in vigna e della selezione delle uve più vocate a dare origine a vini di ottima struttura e acidità, adatti all’affinamento prolungato sui lieviti. Zero nasce dunque da una grande materia prima ma anche e soprattutto della visione strategica di un’azienda che offre oggi un prodotto affinato 5 anni, capace di interpretare il gusto del consumatore moderno.

Ottenuto da uve Pinot Nero (85%) e Chardonnay (15%), Enrico Serafino Alta Langa DOC Zero 2007 è un “dosaggio zero”, ovvero privo di liqueur d’expedition, in quanto, al termine della fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale, il dosage è stato effettuato solo mediante aggiunta del vino originale. Con oltre 60 mesi di affinamento sui lieviti, rappresenta la massima espressione di Cantina Maestra, la linea di Enrico Serafino che raggruppa i vini e gli spumanti metodo classico di alta gamma

Le uve provengono da vigneti dell’Alta Langa oltre i 300 m/s.l.m., caratterizzati da suoli ricchi di argilla e calcare: l’uva che qui matura fornisce vini di ottima struttura e acidità, adatti all’affinamento prolungato sui lieviti. L’uva raccolta manualmente in cassette viene pressata in modo soffice e il mosto di prima spremitura fermenta in serbatoi di acciaio a temperatura controllata.

La presa di spuma è condotta col Metodo Classico di rifermentazione in bottiglia. Si ottiene così un vino dal colore giallo paglierino brillante e dal perlage fine e persistente. Al naso esprime complesse ed eleganti note di fiori di tiglio, miele, frutta bianca matura, che sfumano in sentori di lievito e crosta di pane. Al palato la struttura è vigorosa, sostenuta dall’ottima vena acida. Le note di fiori, frutta e lievito si susseguono fra loro, il finale è lungo e minerale.

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