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Elena Walch, dalla tradizione all’innovazione

Visitare la cantina dell’azienda vitivinicola di Elena Walch e le sue figlie è un’esperienza tutto tondo che passa dall’estetica raffinata della cantina nella quale matturano i loro vini, la cura delle vigne al profumo dei loro vini.

Negli anni ’80 l’architetto Elena Walch non solo sposa l’erede della azienda vitivinicola Walch, della quale la fondazione risale al 1869, ma anche la loro tradizione, da generazione in generazione, per la cura del vino. La coinvolge in tal modo che decide di intraprendere una strada tutta sua e cosi nasce nel 1987 la cantina Elena Walch. Il suo primo vino è lo Chardonay “Cardellino”. Capostipite di una grande varietà di vini di qualità. Riesce anche coinvolgere le figlie Julia e Karoline, che con i loro studi in Borgogna, Bordeaux, ma anche in Adelaide, in Australia, hanno ampliato l’orizzonte dell’esperienza sulla quale si basa la produzione dei loro vini.

Il pinot noir “Aton” ne è la massima espressione e l’ultimo prodotto della cantina Elena Walch. La selezione delle uve proviene da due terreni “Glen” e “Barleith” di medio-alta attitudine. Sono esposti al sole piu’ a lungo rispetto alle  vigne più a valle. Da qui il nome Aton, il dio del sole nell’antico Egitto.


Frutto della  loro convinzione di selezionare la loro produzione in base alla vigna dove nascono. Di studiare le particolari qualità minerali del terreno per riscoprirle nel vino che ne ha l’origine. Aton è stato il frutto di una piccola produzione di solo 2735 bottiglie, chiudendo in se una ricerca che parte da lontano.

Come la conversione dei vigneti a pergola al più moderno Guyot, che riduce la produzione della vigna, ma ne aumenta la qualità dei grappoli. L’irrigazione e’a goccia computerizzato, in grado di tener  conto dei cambiamenti del tempo. La biodiversita’ e il concime naturale prevede la semina di  piante di ogni genere sotto i filari, per evitare i danni di quello che altrimenti sarebbe stata una monocultura.

Tutto questo non solo per la cura del suolo, ma anche per la convinzione che questa strada crea un legame tra la particolarità del vino e la vigna della quale ha origine.


Il design della cantina di fermentazione esprime non solo l’attenzione per la produzione del vino, ma anche l’occhio dell’architetto Elena Walch; “Siccome nella famiglia Walch si e’ sempre commemorato con basso rilievi, scolpiti nei frontali delle botte, ogni nuovo avvenimento, ho pensato che anche una cantina di fermentazione non doveva per forza avere un brutto ambiente, tanto per aggiungere un mio contributo alla tradizione della famiglia.”
Julia, Elena e Karoline Walch alla presentazione del pinot noir “Aton”

Ynse Boonstra

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