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NOZZE CONTADINE SULLA NEVE DELL’ALTA BADIA

 

 alta-baida_noza-da-paur-freddy-planinschek-2015-38Corteo nuziale tra slitte antiche e costumi tradizionali e un banchetto con le tipiche pietanze per festeggiare al meglio il matrimonio. Martedì, 21 febbraio 2017 con partenza del corteo alle ore 21.00 dalla stazione a valle dell’ovovia Piz Sorega.

Sono molte le usanze di una volta, legate al matrimonio contadino. Se un giovane girava la domenica con un garofano sul capello, significava un pegno d’amore e se ritornava a casa con dodici uova pasquali colorate presentate in una scatola di vetro dipinta a mano, la sua lei lo avrebbe sposato entro l’anno. Pochi giorni prima del matrimonio, la mamma della sposa invitava lo sposo e gli amici a mangiare “les fortaies”, la pastella fritta a forma di spirale condita con marmellata di mirtilli rossi. Si trattava di un’ottima occasione per chiedere ufficialmente la mano della sposa. Sul tragitto per raggiungere la chiesa si incontravano diversi impedimenti divertenti. Amici e parenti presentavano alcune battute tratte dalla vita degli sposi e, per farli proseguire, chiedevano un’offerta in denaro, mentre i fratelli e le sorelle più vecchi, ancora da sposare, dovevano acquistare una capra tra le risata di tutti. Inoltre, invece del vestito bianco, la sposa indossava un costume tradizionale e una ghirlanda di fiori bianchi di cera in testa, mentre la stessa, era portata dallo sposo al braccio sinistro. Anche a tutti gli invitati veniva dato un fiore di cera, che veniva appuntato sull’abito, stando ben attenti a non confondere la destra con la sinistra: scapoli a sinistra e sposati a destra. I fratelli e gli amici degli sposi portano cappelli ornati di piume e fiori metallici. I giovani ci mettevano grande impegno ad ornare i loro cappelli e gli amici più stretti degli sposi si distinguevano con i cappelli più belli degli altri.

I giovani con i cappelli piumati erano chiamati “sonsí” e le ragazze, parenti degli sposi erano chiamate “sonseles”. Il primo “sonsel” e la prima “sonsela” erano il fratello e la sorella più vecchi degli sposi ed erano loro ad aprire le danze dopo il pranzo nuziale.

Gli osti salutano gli sposi e porgono allo sposo un bicchiere di vino e alla sposa un pentolino di “jüfa” (una mousse fatta con latte e farina) come augurio di prosperità. Durante il pranzo nuziale, gli invitati stavano seduti al tavolo secondo un ordine ben preciso: al centro i due sposi, accanto alla sposa il comare (testimone) e la ciamarita (madrina), i genitori, gli zii e in fondo i sonsí e le sonseles (fratelli). Accanto allo sposo si sedevano il comare (testimone), i genitori, gli zii e i sonsí e le sonseles. I parenti della sposa sedevano separatamente da quelli dello sposo e solo dopo l’apertura delle danze potevano sedersi insieme. Sul tavolo nuziale veniva messa la candela benedetta durante la cerimonia in chiesa, con lo scopo di tenere lontani gli spiriti del male e portare benedizione per gli sposi. Il menù nuziale consisteva in “jopa da pozi” (capelli d’angelo in brodo), canederli con gulasch, krapfen con caffè e panna.

 

Tutte queste usanze verranno riproposte durante la “Noza da Paur”, le nozze contadine del 21 febbraio con partenza del corteo nuziale alle ore 21.00 dalla stazione a valle dell’ovovia Piz Sorega. Il corteo raggiungerà il centro del paese di San Cassiano, per poi terminare il tragitto davanti alla chiesa, dove avrà luogo il tradizionale banchetto nuziale.

La sfilata che riproporrà le nozze contadine, sarà inaugurata dai bambini e da un gruppo musicale composto da alcuni musicisti locali. Come da tradizione, seguirà la slitta con la sposa, i suoi genitori, il compare e la madrina di battesimo, detta “ciamarita”. Lo sposo, invece, segue la sposa su un’altra slitta, accompagnato anche lui dai suoi genitori e dal compare. Su altre slitte o a piedi gli altri familiari, gli amici e i vicini degli sposi. Fa parte del corteo anche un carro con la dote della sposa, che consiste in una cassapanca e l’arcolaio. Non possono mancare alcuni gruppi musicali per abbellire la festa con le loro fisarmoniche e donne con le tipiche “Tracht”, i costumi locali.

I carri e le slitte verranno trainati da cavalli haflinger e norici.

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