NEWS

The Future of Acohol: il settore dimezzerà i volumi tra il 2020 e il 2050

Un nuovo studio di Roland Berger prospetta uno scenario inerziale che prevede fino a un dimezzamento dei volumi tra il 2020 e il 2050, a causa di crescente attenzione alla salute dei consumatori e normative stringenti.

Foto di pau_noia0 da Pixabay

Il consumo dell’alcol globale sta andando incontro ad un declino strutturale: è questo quanto emerge dall’ultimo report The Future of Alcohol: Tech, Politics, and Structural Decline rilasciato dalla società di consulenza Roland Berger.

Lo studio di Roland Berger prospetta uno scenario per cui inerzialmente si prevede fino a un dimezzamento dei volumi globali tra il 2020 e il 2050, trainato da una crescente propensione dei consumatori verso uno stile di vita più salutare, e da normative sempre più stringenti. I dati mostrano che il consumo pro capite è già in calo o stagnante in tutte le regioni a livello globale tra il 2014 e il 2024, con tassi di decrescita annua (CAGR) pari a -1,1% in Nord America, -0,7% in Europa Occidentale e -1,3% nell’Asia Pacifico. Solo il segmento Luxury è rimasto e rimarrà resiliente nel mercato.

Inoltre, i dati sulle normative rivelano un’asimmetria sorprendente: i mercati in via di sviluppo stanno inasprendo le regole sull’alcol quasi al doppio della velocità rispetto ai mercati maturi (una media di 3,5 modifiche normative all’anno contro le 2,0 dei mercati maturi).

Quali best practice possono quindi adottare le aziende del settore per poter sopravvivere?

● No-Lo Alcohol & Functional Drinks: Il mercato sta assistendo a una crescente ondata di consumatori “sober curious” (in particolare tra i Millennials e la Gen Z), che scelgono di limitare l’uso di alcol per privilegiare la propria salute. Si prevede quindi una rapida espansione di bevande a basso contenuto di alcol (o nullo) e dei cosiddetti Functional Drink, ossia bevande progettate per mantenere i benefici emotivi e sociali dell’alcol (euforia, rilassamento) senza gli effetti negativi sulla salute. Tali bevande vengono formulate utilizzando estratti vegetali (es. kava, radice d’oro) o ingredienti sintetici innovativi. Per i produttori di bevande è quindi fondamentale investire precocemente in queste aree, includendo componenti funzionali nello sviluppo di nuovi prodotti.

● Intelligenza artificiale applicata a tutti gli step della value chain, tra cui ad esempio:

○ Flavour-driven consumer engagement: applicazioni dirette al consumatore: l’esperienza di “flavor pairing” (abbinamento dei sapori) sta passando dalle logiche tradizionali (es. “pesce con vino bianco”) a un sistema governato dall’IA, che suggerisce abbinamenti combinando il cibo con l’umore, i dati personali, genetici e ambientali del consumatore.

○ AgroTech: Altre opportunità dell’IA si concentrano nell’agricoltura di precisione. Per quanto riguarda l’innovazione biologica ad esempio, il lievito si è evoluto da un semplice input per la fermentazione a una vera e propria piattaforma biologica. L’upcycling delle cellule di lievito offre ora applicazioni scalabili e nuove fonti di reddito in settori come l’agricoltura (es. biostimolanti), la salute e la bellezza.

● Approccio alla regolamentazione: dato il trend di inasprimento normativo e l’accresciuta sensibilità tra i consumatori, le aziende dovranno passare da un approccio di resistenza al cambiamento, a un approccio collaborativo con gli enti regolatori per trasformare il cambiamento in un vantaggio competitivo.

Le aziende devono quindi evolversi in soggetti capaci di innovare più rapidamente, di abbracciare le nuove tecnologie, e di cambiare il paradigma di ingaggio sia verso i consumatori sia verso gli altri stakeholder. L’integrazione dell’intelligenza artificiale risulta fondamentale per personalizzare l’esperienza del consumatore e ottimizzare la produzione attraverso l’agricoltura di precisione. Così come diviene fondamentale la necessità di un approccio proattivo verso gli stakeholder, dove i produttori collaborino alla definizione di standard per un alcol sostenibile.

“L’industria del tabacco ha già affrontato questa fase oltre dieci anni fa.”, spiega Stefano Sorrentino, Partner di Roland Berger e co-autore del Report. “Grazie a significativi investimenti in ricerca e sviluppo, al lancio di prodotti innovativi a rischio potenzialmente ridotto, e ad un approccio di trasformazione scaturito dal suo interno, l’industria ha saputo reinventarsi e tornare a crescere, incontrando il favore di consumatori e regolatori. L’industria delle bevande alcoliche dovrà necessariamente seguire lo stesso percorso”.

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Sostieni VinoeStile

I piu’ letti

The Future of Acohol: il settore dimezzerà i volumi tra il 2020 e il 2050
CAFFO: MEDAGLIA D’ORO AL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES
DAZI: COLDIRETTI, SOS VINO ITALIANO, E’ PRIMA VOCE EXPORT IN USA (+5%)
AL VIA UN NUOVO GRUPPO VITIVINICOLO: NASCE LA BERTANI DOMAINS
VITICOLTURA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: SOLUZIONI INNOVATIVE PER L'USO EFFICIENTE DELL'ACQUA
Antiossidanti del cibo meglio degli integratori
Follow Vino&Stile on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti a 345 altri iscritti

video – la trouffe noir, luigi ciciriello, Bruxelles

VIDEO – Cantina Scoffone

video – trattoria bolognese, natal, brasile

Video – LVMH a Bruxelles

news dal mondo dello showbiz, cultura, cibo in anteprima