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Custoza DOC, il 2026 della maturità strategica


Con giacenze ai minimi storici e una strategia sempre più orientata a consumer, ristorazione e territorio, il Custoza DOC inaugura il 2026 con il debutto al Fuorisalone di Vinitaly.

Il 2026 rappresenta per il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC l’anno della maturità strategica: un passaggio in cui la stabilità raggiunta si intreccia a un deciso salto di visibilità e posizionamento. L’obiettivo non è più soltanto presidiare i mercati, ma affermare il Custoza DOC come interprete contemporaneo del proprio territorio, puntando su una comunicazione più diretta e coinvolgente e su una presenza sempre più incisiva nei canali dell’enoturismo e della ristorazione. Questa traiettoria prenderà forma in modo particolarmente evidente durante Vinitaly (12-15 aprile), che per la denominazione rappresenterà una vetrina strategica di primo piano.

Il Consorzio sarà infatti tra i protagonisti del debutto del primo Fuorisalone ufficiale della fiera, dando vita domenica 12 aprile, presso le Gallerie Mercatali di Verona, a “Wonders of White. Custoza Dinner Night”. Un appuntamento pensato per trasformare la cornice delle Gallerie in un palcoscenico vibrante, dove l’identità della denominazione si fonderà con l’energia di uno spettacolo dal vivo, capace di unire buyer, importatori e stampa al pubblico veronese, in una serata nel segno delle connessioni, della convivialità e di un modo ancora più esperienziale di vivere il vino. «Per noi è motivo di grande orgoglio portare il Custoza DOC in una cornice così prestigiosa e originale: un’opportunità che abbiamo voluto fortemente per dare alla denominazione una visibilità all’altezza di questo momento», dichiara la Presidente Roberta Bricolo. «Il Fuorisalone è un invito alle relazioni e celebra quel dialogo tra vino e musica in cui abbiamo sempre creduto». Il format riprende infatti un filone consolidato negli anni dal Consorzio, elevando questo connubio a linguaggio privilegiato di convivialità. L’obiettivo è intercettare in modo trasversale operatori, buyer, stampa e pubblico veronese, all’interno di un contesto fortemente identitario e capace di lasciare il segno nel panorama di Vinitaly.

Sul fronte produttivo, il 2025 si è chiuso con 72.178 ettolitri imbottigliati, un dato che conferma una sostanziale tenuta della denominazione rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo il dato relativo alle giacenze delle annate precedenti al 2025, ultima vendemmia, oggi ai minimi storici con 13,7 mila ettolitri, frutto di una gestione attenta e oculata delle produzioni e degli imbottigliamenti, nonché delle più recenti modifiche al disciplinare, che prevedono un taglio d’annata limitato al 15% esclusivamente con vino dell’annata immediatamente precedente e solo entro il 31 dicembre dell’anno di vendemmia. «Forti di un risultato di stabilità conquistato con grande impegno», osserva Bricolo, «il passo successivo è lavorare sul valore percepito della denominazione e sulla sua capacità di essere riconoscibile in modo sempre più chiaro».

Accanto ai numeri, è la strategia a segnare il passo del 2026. Il Consorzio ha infatti impostato la propria attività su un’idea di promozione integrata che guarda in modo sempre più deciso al pubblico consumer, senza perdere il presidio sugli operatori. Il principio è quello riassunto nel piano strategico 2026–2027: trasformare il Custoza in un vero e proprio “ecosistema”, capace di vivere in modo coerente sulle sponde del Garda, a Verona, nelle cantine, nei ristoranti e nei momenti chiave della promozione internazionale.

Il piano si sviluppa lungo direttrici precise: il Lago di Garda come palcoscenico del “vino del viaggio”, Verona come vetrina urbana e la valorizzazione delle Terre del Custoza quale destinazione enoturistica sempre più leggibile grazie a nuovi strumenti informativi e collaborazioni con il sistema dell’accoglienza. Fondamentale resta inoltre la proiezione sui mercati esteri e sul digitale. In questa visione, la ristorazione assume un ruolo centrale come terreno privilegiato per raccontare non solo la freschezza e la bevibilità della DOC, ma anche il profilo gastronomico e la capacità di evoluzione delle tipologie più strutturate, come il Custoza Superiore. Un percorso che segna l’evoluzione del racconto del Consorzio: una denominazione che oggi esprime identità, profondità e una spiccata tenuta nel tempo.

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