Autoctono della Bassa Vallagarina, l’Enantio, detto anche Lambrusco a foglia frastagliata (ma non ha nessun legame con il famoso vino romagnolo), è un’uva antichissima: i primi riferimenti a questo vitigno risalgono addirittura al I secolo d.C. quando, nella sua “Naturalis historia”, Plinio Il Vecchio lo descrive come una “vite selvatica e addomesticata” diffusa proprio nei boschi della Vallagarina e già allora chiamata Enantio.
L’Enantio è uno dei vitigni autoctoni italiani più rari, oggi diffuso nella Terra dei Forti, al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, e non è attualmente coltivato altrove. È Presidio Slow Food dal 2022.
Grazie a Letrari oggi arriva un’interpretazione inedita, unica nel suo genere: l’Enantio, da sempre vinificato per produrre vini da taglio, o usato in purezza per rossi di grande eleganza e carattere, con Letrari diventa rosato, per «scardinare l’idea che un vino storico debba essere complesso o difficile. Il nostro Enantio Rosato esprime la freschezza e l’autenticità del vitigno da cui deriva ma con una semplicità che lo rende perfetto per il gusto moderno», spiega Lucia Letrari, alla guida della cantina fondata dal padre Leonello, uno dei grandi nomi della viticoltura trentina. Questa nuova etichetta nasce da un vigneto di appena 0,3 ettari, con vigne certificate a piede franco coltivate a Mama d’Avio, ai piedi del versante orientale del Monte Baldo, noto per la sua ricca biodiversità e custode del “Patriarca del Baldo”, un abete bianco di oltre duecento anni, riconosciuto come uno degli alberi monumentali d’Italia.
È in questo contesto di grande fascino che nasce l’uva che Letrari coltiva con grande attenzione per produrre un vino che stupisce al primo sguardo con la sua verve colorata: Enantio Rosato di Letrari si presenta nel calice con tonalità cremisi, mentre al naso inebria con un bouquet in cui spiccano note di ribes, piccoli frutti macerati, richiami agrumati, sentori di fieno e balsamici. In bocca conquista il palato con la sua gentile vena sapida e una beva godibile che non scorda la potenza originaria dell’Enantio rosso.
Si abbina a piatti a base vegetale, carpacci di carne e pesci di acqua dolce.
La prima release, annata 2025, è stata prodotta in 800 bottiglie, con un potenziale di massimo 2mila.













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