La famiglia Bisol vanta una vocazione viticola nel prestigiosissimo territorio della collina del “Cartizze”.
L’anno 1542, è un importante riferimento storico che segna l’affermazione della vocazione viticola ed enologica della famiglia Bisol: Eliseo Bisol dà vita ad un piccolo e florido commercio.
Ma è Desidero “Jeio” per gli amici, che nel secondo dopoguerra imposta l’azienda alla sperimentazione nuove tecniche sui propri vigneti, presupposto necessario per produrre vini di altissimo livello. Come ricorda Antonio Bisol, attuale presidente dell’azienda, “mio padre Desiderio cercava sempre di acquistare i migliori appezzamenti, quelli più costosi e scoscesi, quindi difficili da lavorare, ma la cui pendenza e composizione risultavano ideali per l’allevamento del Glera, dimostrando un’estrema sensibilità alla qualità del prodotto”.
All’avanguardia nella tradizione
I vigneti dell’Azienda Agricola Bisol sono dislocati su 20 poderi immersi tra le ripide colline che da Valdobbiadene
vanno verso Conegliano, le aree più vocate della Denominazione.
Un territorio molto frazionato e costellato da piccoli possedimenti, tanto che la media dell’estensione di ogni singola proprietà è di poco più di un ettaro.
Bisol è una tra le pochissime aziende che gestiscono direttamente l’intera filiera produttiva, dall’accurata scelta del terreno fino all’imbottigliamento. Ciò consente di garantire sempre la massima resa qualitativa, dato che ogni singola fase determina la qualità finale del prodotto, ed esige un costante e rigoroso controllo.
Da segnalare il podere gestito sulla zona sommitale della collina Cartizze: un’area che si snoda su di una cresta collinare ripidissima, ad un’altitudine di 300 metri sul livello del mare, e gode di un’esposizione al sole meravigliosa, oltre che di una ventilazione continua che unitamente al terreno di natura sabbiosa la rendono una zona di raro valore.
Il territorio, il suo valore aggiunto
Ancora oggi, come un tempo, l’azienda fa della qualità del territorio il suo maggior vanto e il suo valore aggiunto.
Così sintetizza efficacemente Gianluca Bisol, direttore generale dell’azienda: “Lavoriamo con grande passione affinché Conegliano abbia lo stesso prestigio di Reims, Valdobbiadene lo stesso fascino di Epernay e il Prosecco la stessa notorietà della Champagne“. Una cura che troviamo nelle vigne, dove Bisol governa con la massima attenzione ogni singola fase della filiera produttiva, dall’allevamento della vite alla vendita, dall’acino al bicchiere.
Ma perché tutti scelgono il Prosecco? Innanzitutto perché è un vino molto piacevole, che rimanda all’Italia: fresco, leggero e non troppo alcolico. In più proviene da un vitigno autoctono, unico, che non può trovarsi in altri Paesi. Inoltre, nel mercato internazionale delle bollicine – storicamente dominato dallo champagne – il prezzo più accessibile unito alla grande qualità rappresentano un’alternativa molto interessante.
Abbiamo degustato
- Crede Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG brut, uno spumante brut composto da uve Glera, Verdiso e Pinot Bianco. “Crede”, deriva dal nome dei terreni argillosi con sottosuolo di arenaria che donano profumi fruttati. Si presenta con un colore brillante, giallo paglierino con leggeri riflessi verdi. Il perlage è formato da una miriade di bollicine minute e persistenti. Al naso sprigiona tutti i sentori della campagna, fieno, prato, fruttato. In bocca ha sentori di mela e pera e un buon grado di sapidità. Ideale per ricevimenti e cocktail in particolare il Bellini ( famoso cocktail composto da polpa di pesca e prosecco).

- Jeio Valdobbiadene Brut, è prodotto con uve selezionate dalle colline di Conegliano, terroir cui deriva la sua mineralista e l’estratto secco, e da quelle di Valdobbiadene, che donano croccantezza, acidità e freschezza. Composto da Glera e parti di Verdiso e, in percentuale minore, Pinot Bianco e Chardonnay. Ha un colore giallo paglierino e un perlage di una finezza straordinaria. Al naso è fresco e fruttato. Ideale per tutti i pasti e i
cocktails.
- Belstar prosecco DOC, “Belstar” è un modo di chiamare un vigneto, alle porte dell’area di produzione del Prosecco Storico. E’ un prosecco dal profumo fruttato e dal bouquet floreale, esaltati durante le fasi di produzione in cantina dalla pressatura soffice e dalla protezione del mosto dall’azione dell’ossigeno. Un Prosecco di estrema finezza ed eleganza, grazie all’estrema attenzione in fase di macerazione e pressatura ed alla fermentazione lenta.
hb










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